Gli Alberi di Natale

 Amici è da un pò di tempo che non scrivevo sul blog, oggi ritorno con un piccolo articolo sugli alberi di Natale, ispirata da questo periodo magico.

Ieri, nel giorno dell’Immacolata Concezione, come da tradizione, ho preparato l’albero di Natale con tutta la mia famiglia, decorandolo con i colori classici del rosso e dell’oro.

E voi nel tepore delle vostre case avete il vostro albero di Natale?

Mentre lo allestivo riflettevo sul perché si decorano gli alberi, sull’attinenza dell’albero frutta-copia-1600x1200con il Natale e così ho indagato un po’ ed ho scoperto che …l’abitudine a decorare gli alberi sempre verdi è nata con i Celti, antico popolo vissuto in Europa tra il IV ed il III secolo a.C., i quali, per celebrare il solstizio d’inverno (il giorno più breve dell’anno) portavano a casa gli abeti rossi (gli unici alberi a rimanere sempre verdi durante la lunga notte dell’inverno del Nord) come auspicio per il ritorno della luce con la stagione estiva;  li  decoravano con tanti frutti, simbolo di speranza e fertilità che avrebbe portato la primavera.

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Nel Medioevo l’albero divenne il simbolo di Cristo, inteso come linfa vitale, mentre le bacche rosse con cui viene adornato, il simbolo del sangue versato sulla croce, quindi rappresenta la storia della salvezza dell’uomo.

Bene ora è tutto chiaro, passiamo oltre e cerchiamo di capire come decorarlo…

E’ buona regola scegliere uno o due colori per gli addobbi,addobbi-albero-natale-2015-2016-colore-rosso

quelli che più piacciono, non importa quali l’importante è che si integrino bene tra loro per creare equilibrio è consigliato scegliere un tema e restarvi fedeli(esempio le candele, i fiori, gli angeli, i nastri, le classiche palline, etc. etc.),alberi-di-natale-moderni_ng4non importa se gli addobbi siano nuovi, vecchi o antichi: evocano ricordi;

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Ora guardatelo, è perfetto?

Sinceramente non importa che lo sia, è importante ciò che evoca in voi;

In ultimo ma non meno importante è scegliere lo spazio giusto in casa poiché se si hanno bimbi piccoli sarebbe bene tenerli a distanza in qualche modo;

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insomma dopo tutte le dovute attenzioni arriva il momento magico …….

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Spegniamo le luci di casa ed accendiamo le luci dell’albero.

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Merry Christmas…………

CASA SFITTA? METTILA A REDDITO!

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Avere una casa sfitta che sia in città, al mare o in montagna è sovente un problema per il proprietario perché seppur non abitata è causa di spese per tasse, manutenzione ed altro;

e allora che fare?

Mettila a reddito……..Affittala!

Napoli è la città che nell’ultima stagione estiva (2016) ha registrato il più alto numero di turisti sul territorio nazionale, la richiesta degli stranieri è sorprendentemente elevata e ciò lascia intendere che trasformare la propria casa in una struttura micro-ricettiva (casa-vacanze o B&B) è una scommessa vinta in partenza.

westwing_magazin_hausbesuch_sherin_final_132-825x465-1Ovviamente è necessario adeguare l’immobile alle esigenze di mercato e fare alcune modifiche sia sotto l’aspetto legale che architettonico, insomma bisogna dare un nuovo look alla tua casa (home relooking).

Come? 

Le cose da fare sono tante e diverse a seconda dei casi ma di solito è necessario:

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  • cambiare colore alle pareti;
  • cambiare i sanitari;
  • rinnovare gli arredi;
  • Scegliere e abbinare tendaggi, tessuti e accessori;
  • Non ultimo scegliere un fotografo professionista che sappia catturare luce, pulizia, spazi, insomma che sappia trasmettere emozioni attraverso le immagini.

Il restyling, quindi, è fondamentale perché il criterio di scelta della clientela è visivo, si attua attraverso i media e si basa essenzialmente sulla estetica e sulle emozioni che questa suscita.

Per questo è importante affidarsi ad un professionista del settore che individua il target a cui vorrai rivolgerti (giovani, famiglie, stranieri) e veste la casa su misura proprio come un sarto con un abito.bm_114

Le figure professionali di riferimento sono diverse, potrai rivolgerti ad interior designer, home stager o architetti insomma la scelta è vasta ed è per tutte le tasche!

L’home stager, è una nuova figura professionale, nata negli Usa e diffusa da qualche anno anche in Italia si dedica a preparare ed allestire la tua casa come se fosse la scenografia di un palcoscenico e cercando di ridurre al massimo i costi, sapientemente allestisce il tuo appartamento suscitando emozioni in chi lo visiterà, riducendo in tal modo i tempi per fittarlo o anche per venderlo.

Insomma per noi home stager la forma è sostanza  !!!!!

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Cosa aspetti?

Trasforma la tua casa ferma sul mercato in una struttura micro-ricettiva e chiamami per una consulenza gratuita, sarà un piacere collaborare.

 

A Napoli, tra arte e cultura…

Quante volte avete sognato di svegliarvi a Napoli e poter respirare la magnifica aria che c’è in questa città?

Tra le vie del centro storico ed il golfo, si apre uno squarcio di storia e cultura, a partire dalle sue chiese che si ergono maestose ed infinitamente belle.

Architettura e mistero:

Il centro storico di Napoli è famoso per le sue chiese, che hanno origini antichissime…

Tra queste, ricordiamo:

san-domenico-maggioreS. Domenico Maggiore, complesso che data del XIII secolo. Commissionata da Carlo II d’Angiò, la chiesa fu costruita fra il 1283 e il 1324 inglobando l’edificio benedettino di San Michele Arcangelo a Morfisa, il cui portale è ancora visibile accanto l’abside di San Domenico.

Successive modifiche si ebbero a seguito del terremoto del 1456 e soprattutto con il restauro di Federico Travaglino, eseguito fra il 1850 e il 1853, che diede una nuova immagine neogotica all’interno.

 

 

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Cappella San Severo (immediatamente dietro la Piazza di San Domenico Maggiore) del 1590, l’ex monastero dei SS. Severino e Sossio, fondato dai Benedettini nel 902 e sede in parte dell’Archivio di Stato.

La cappella fu edificata nel 1590 per volontà di Giovanni Francesco di Sangro principe di Sansevero. I lavori perseguirono con il figlio Alessandro che destinò l’ambiente a luogo di sepoltura del casato.

Seguirono gli interventi realizzati fra il 1749 e il 1771, commissionati dal principe Raimondo di Sangro, intellettuale, scienziato e gran maestro dell’ordine massone di Napoli.

Il Principe riorganizzò la Cappella secondo criteri del tutto nuovi e personali e ne studiò l’intero apparato iconografico.
Degna di nota è la scultura di Cristo velato, opera del 1752 di Giuseppe Sanmartino.
DA SAPERE: Le origini della Cappella Sansevero sono legate a un episodio leggendario. L’autore Cesare d’Engenio Caracciolo nel suo libro “Napoli Sacra” del 1963, narra la storia di un uomo innocente che, trascinato in catene per essere condotto in carcere, passando dinanzi al giardino del palazzo dei di Sangro in piazza San Domenico Maggiore, vide crollare una parte del muro di cinta di detto giardino e apparire un’immagine della Madonna. Egli promise alla Vergine di donarle una lampada d’argento e un’iscrizione, qualora fosse stata riconosciuta la propria innocenza: scarcerato, l’uomo tenne fede al voto. L’immagine sacra divenne allora meta di pellegrinaggio, dispensando molte altre grazie.

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Risalendo la via S. Gregorio, ci si fermerà al complesso conventuale di S. Gregorio Armeno, fondato nel VIII secolo da monache basiliane che fuggivano da Costantinopoli.

La chiesa fu portata a termine nel 1580 da Giovan Battista Cavagna e Giovanni Vincenzo della Monica. Presenta una pianta a navata unica sulla quale si affacciano cappelle laterali. Il soffitto ligneo dipinto e intagliato a cassettoni è pregevole opera del fiammingo Teodoro d’Errico e della sua bottega (1580).

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La Chiesa di San Lorenzo, dei Girolamini sono alcune dei monumenti religiosi che si incontrano lungo i “tribunali” prima di sfociare su Via Duomo. Qui si trova l’essenza del cattolicesimo partenopeo.

La basilica francescana, uno dei più importanti monumenti cittadini, sorge sul sito di un edificio sacro del VI secolo e di un antico “macellum”, il mercato di epoca romana. La chiesa attuale, iniziata dopo il 1270, fu promossa da Carlo I d’Angiò: vi lavorarono architetti francesi, che idearono l’abside poligonale con il deambulatorio diviso in cappelle. Petrarca abitò nel convento annesso nel 1346.

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Terminato nel 1313, il Duomo di Napoli è neo-gotico. Qui il miracolo di San Gennaro e nella Reale Cappella adiacente il suo ricco tesoro.

Il Duomo, dedicato all’Assunta, fu iniziato probabilmente da Carlo II d’Angiò e completato nel 1313 da suo figlio Roberto il Saggio, sebbene sussista un’ipotesi che anticipa la fondazione della fabbrica sotto Carlo I.

Particolarmente rilevanti furono i restauri realizzati dopo i terremoti del 1349 e del 1456 e i rifacimenti voluti dal cardinale Alessandro Carafa (1484-1505).
DA SAPERE: All’interno del Duomo è custodito il cosiddetto “Imbusto”, busto reliquiario, capolavoro di scultura Gotica, con il cranio e la teca contenenti il “Sangue di San Gennaro”, che miracolosamente si scioglie tre volte l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l’ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre.

Queste indicazioni potrebbero esservi utili per conoscere un po’ di storia e magari se volete fare una gita a Napoli, saprete cosa visitare in questa bellissima città.

Napoli e i suoi dintorni…

 

Da quel che si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate…   Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!
(Johann Wolfgang Goethe)

Questa settimana, sul mio blog, vi mostro una delle strade più belle della mia città…

14256644_987702298042031_1863561050_nVia Riviera di Chiaia, ecco come si presentava un secolo fa…

Elegante e vivace, era la passeggiata che i nobili percorrevano per raggiungere i giardini reali: “Era senza dubbio la più bella e soprattutto la più aristocratica passeggiata del mondo”, sentendo le parole di Alexandre Dumas.

Come dargli torto quando si passeggia serenamente tra l’azzurro del golfo di Napoli e l’ombra dei lecci centenari?

Il vasto giardino, infatti è piantato a lecci, pini, palme, eucalipti e si estende per oltre 1 km tra piazza della Vittoria e piazza della Repubblica, fiancheggiato dalla Riviera di Chiaia e da Via Caracciolo, insomma è un paradiso da vedere.

 

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Il paesaggio, naturale ed architettonico, invariato nei secoli, rappresenta un altro aspetto della vita dei napoletani, spesso conosciuti nel mondo e  criticati solo per i tanti problemi legati alla camorra e ai rifiuti, dove invece è innegabile che sia anche e soprattutto un popolo che si approccia alla vita di tutti i giorni con una mentalità diversa.

Il popolo di Napoli sorride con un viso solcato da una lacrima, tra mille difficoltà va avanti e non si arrende. Fa parte del napoletano l’arte dell’ arrangiarsi perché è un popolo generoso e tenace, che non molla mai, un proverbio antico recita “Adda’ Ascì O’ Sole”, e questo diventa il motto per ognuno di loro.

La bellezza, in definitiva, è sicuramente distribuita nel mondo, ma a Napoli è accompagnata da cultura, educazione del vivere comune, abitudine innata ad aiutarsi l’un l’altro… Esempi non rari, sono dei gesti innati come il caffè sospeso, o delle cortesie uniche, come la frase “Scusate le spalle”, detta da chi si accomoda davanti a voi in chiesa…….

Alla prossima!

Un binomio perfetto altezza-bellezza…

 

 

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L’attuale tendenza, in campo edile, è di costruire appartamenti piccoli o molto piccoli, nel rispetto limite della soglia legale di abitabilità.
Questi prevedono dei living ridotti, che uniscono in un solo minuscolo ambiente cucina e salotto.
Sembra quasi che la casa non debba essere vissuta, amata e goduta, ma usata per assolvere ad un unico scopo… il riposo serale.

Se la logica economica cerca di dirottare i nostri comportamenti verso l’automatismo senza cuore, l’animo umano si ribella e continua ad emozionarsi davanti ad ambienti che riflettono ciò che è scritto nel suo DNA.

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Affermare che l’altezza è per metà bellezza è a questo punto incontestabile in architettura, perché attraverso gli spazi e le altezze, l’animo umano è nella giusta condizione per trovare il contatto con se stesso e sognare, respirare e volare verso vette sempre più alte che si parli di ingegno, di religione o altro.

 

Bisogna salire molto in alto, per vedere molto lontano. 

(Constantin Brâncuşi)

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Un esempio? Chi di voi ha mai visitato il Duomo di Milano?

L’altezza della cattedrale è tale da far vivere la piccolezza dell’animo umano al cospetto di Dio, ed è una sensazione meravigliosa.

Nelle immagini che ho scelto per voi, cari amici, vi mostro esempi di appartamenti più o meno grandi, ma indubbiamente affascinanti…

Una delle ragioni è nell’altezza oltre che nel design scelto in modo appropriato.

E voi cosa ne pensate, ritenete che l’animo umano possa viaggiare anche in una scatola oppure il cielo aiuta a volare?

 

A presto,  per una nuova riflessione!

Monica Lionetti

 

 

 

La bellezza è negli occhi di chi guarda?

Salve amici, questa volta inizio il mio articolo ponendovi una domanda:

Il bello, per essere definito tale, deve essere oggettivamente bello oppure la bellezza è negli occhi di chi guarda?

Beh, come designer mi sono posta più volte la domanda e allora ho iniziato a considerare e studiare le varie teorie filosofiche che si sono susseguite nei secoli di eruditi pensatori che la sapevano lunga…

Iniziamo con l’idea di bellezza greca:

Fu lo scultore greco Policleto di Argo (V secolo a.C.) il primo a ideare il concetto di canone (Kanon dal greco “regola”) di bellezza secondo cui il corpo è bello quando ogni sua parte ha una dimensione proporzionata alla figura intera e quindi è armonioso ed equilibrato.

Sapete come avanzò tale ipotesi?

1A partire da uno studio sulle misure del corpo di innumerevoli atleti giunse a definire le misure auree imponendole come ideali di perfezione tanto alta da donare a costoro un’ essenza divina ed un’ immagine di immortalità, contro l’inevitabile il declino del corpo.

Nel Medioevo, la bellezza era considerata come dominio del Maligno e pertanto era rappresentata solo come attributo della Madonna e dei santi, infatti anche le chiese di quel periodo sono spoglie ed essenziali, concentrate tutte verso l’altare, che è il trono di Dio, così anche l’architettura degli edifici di quel periodo che è anch’essa essenziale.

Nel Rinascimento tutto cambia, sembra che l’uomo torni a vivere è come il risveglio della primavera…

La filosofia dell’Umanesimo, stanco dell’oppressione del lungo periodo medievale, cerca di far risorgere e di emulare l’arte degli antichi greci e romani, ovviamente, con un occhio attento alla nuova era cattolica che impone dei limiti pudici. Gli artisti che in precedenza erano stati limitati a realizzare solo iconografia religiose, col Rinascimento cominciano a riprodurre dipinti classici e copiare le statue antiche che erano state riscoperte di recente. Insomma da qui in poi tutto cambia …

Dopo questo escursus nella storia torniamo ad oggi, qual è per noi l’idea di bellezza ?

Volendo citare un grande filosofo moderno, Umberto Eco, “la ricerca della bellezza è un istinto fondamentale, così come il piacere del gusto del cibo”.

Ma allora la frase “la bellezza è negli occhi di chi guarda” ha in se una logica ineccepibile?

Io direi di si perché negli ultimi anni ho avuto modo di osservare e restare incantata da persone anziane che definivano belle le loro vecchie e spesso fatiscenti abitazioni.

Queste signore vedevano in quella casa la bellezza di una vita trascorsa con le persone amate, non gli equilibri dei colori, non gli arredi moderni, non la pulizia degli spazi ma solo l’amore che permeava l’ambiente e che il mio occhio poteva osservare solo nel loro sguardo commosso.

3Esiste poi un’altra bellezza che raggiunge l’animo delle persone: anche questa non ancora completamente oggettiva, ma legata all’emozione che un ambiente può dare evocando con linee semplici e pulite, arredi essenziali, profumi, equilibrio di colori insomma un benessere d’animo: si tratta dell’ home staging .

Deduco che la bellezza salverà il mondo (citazione principe Miškin ne L’idiota di Dostoevskij) e con questa citazione chiudo il mio articolo, sperando vi sia piaciuto.

A presto!

COSA SONO I MOBILI DI CARTA?

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In questo articolo, voglio affrontare una sfida, parlare con semplicità di una delle nuove frontiere del design moderno, definito nel gergo tecnico “eco-sostenibile”.

A me piace parlare di “mobili di carta”: ne avete mai sentito parlare o visto qualche oggetto?

Negli ultimi anni, con l’avanzare della crisi, molti mobilifici italiani che producevano arredi di elevata qualità ed ottimo design hanno dovuto soccombere e sempre di più hanno iniziato a proporre mobili a basso prezzo e di qualità inferiore.

Qualità inferiore significa che spesso alcuni dei produttori che hanno attuato una politica di ribasso dei costi (magari per sopravvivere) sono costretti ad utilizzare collanti, coloranti e altri prodotti non sempre certificati e talvolta nocivi per la salute, addirittura cancerogeni venduti ad ignari acquirenti che credono di aver fatto un affare.

Invece no.

Allora arriva, in nostro soccorso, l’ingegno di alcune menti dotte ed attente all’ambiente ed al consumatore creando un sistema perfetto affinché la carta diventi un arredo.

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La carta è un materiale antico e da secoli conosciuto per usi diversi, fino ad ora inconcepibili per il design, ma a quanto pare le soluzioni in cartone sono varie, solide, resistenti, sicure, economiche ed eco-sostenibili.

Gli aggettivi usati non sono troppi né esagerati, spesso i materiali sono italiani e ben fatti, come un tempo lo erano gli arredi di quei produttori che si sono sottomessi alle leggi severe di un mercato messo in ginocchio dalla crisi.

Non voglio scivolare in argomenti ostici, come la politica poiché non è questa la mia intenzione, ma abbiamo perso molto ed è solo il nostro ingegno ITALIANO, da sempre riconosciuto in tutto il mondo, che fa e farà sempre la differenza.

moretto-arredo-mobili-di-cartone-giorgio-caporaso-lessmore_largeRitornando al discorso degli arredi in cartone dirò che sono eco-sostenibili perché i materiali in cartone sono riciclabili e biodegradabili al 100% e basterebbe questo per acquistarli, poi se guardiamo al design sono a dir poco perfetti, se si sceglie di creare un ambiente naturale.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto, che vi abbia fatto riflettere e che abbia aperto la mente verso nuove prospettive.

Feng-Shui: il benessere a portata della tua casa

 

Neutral-bathroomNuova settimana, nuove curiosità, nuovo articolo e amore costante per il mio lavoro.
Oggi parliamo di uno stile affascinante, non molto noto perché è nato in una terra assai lontana ….l’Oriente.
Feng-Shui è un’antica pratica ed una filosofia di vita nata in Cina circa 5000 anni fa, praticata inizialmente dai sacerdoti; si traduce letteralmente in “vento e acqua”.

Il vento è il messaggero del cielo che fa avanzare le nuvole e dispensa attraverso l’acqua benedizioni e fertilità.. quindi vita e benessere.

Partendo da quest’ idea strutturata e studiata come filosofia legata alla vita dell’uomo, si ritiene che il modo in cui viviamo e come viviamo influiscano sul nostro benessere .
Il Feng Shui è quindi l’arte di riuscire a creare equilibrio ed armonia mediante il flusso di energie presenti nell’ambiente che ci circonda affinché queste abbiano un effetto benefico nella nostra vita.
Se siete arrivati fin qui nella lettura, vi state domandando:
“Che significa? Come possono le cose che mi circondano avere il potere di influenzare le mie scelte, quindi la mia vita?”
Possono, eccome se possono…
Si può attraverso il sapiente uso dei colori, degli odori, dei materiali, degli oggetti e dei suoni e non meno importante attraverso la purificazione e la pulizia degli spazi resi essenziali per far fluire l’aria (space clearing).
Per intenderci…
Dormireste mai in una camera da letto, che non abbia finestre, che sia sporca, disordinata e che abbia le pareti dipinte di un colore che odiate?

… In fondo bisognerebbe solo dormire…
Oppure vi piacerebbe lavorare in un luogo angusto poco illuminato e per di più maleodorante, pensate che sareste ugualmente produttivi?

Beh le ho unite un po’ tutte ed ho sintetizzato una filosofia di qualche millennio ma spero di aver reso chiara l’idea .
Ho voluto scrivere di questo stile perché ne condivido l’idea e per questo motivo la applico ogni volta che mi approccio ad un lavoro per i miei clienti, siano questi giovani o un po più in là con gli anni , che amino lo stile moderno o classico.
Ricordate che la casa è come un abito, se ben fatto, non ha bisogno di troppi fronzoli.

Le mille sfumature dello shabby chic…

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Shabby chic, Country chic, Provenzale, Industrial … Conosci la differenza?

Ormai da qualche tempo si avvicendano su varie reti televisive interessanti programmi che mostrano case, arredi, ristrutturazioni più o meno importanti, in tutte le parti del mondo, ma sugli stili chi si assume la responsabilità di parlarne?

Provo a farlo io, in punta di piedi, a sciogliere dubbi e a far luce sugli stili di arredi, argomento che coinvolge e appassiona molti, lo faccio iniziando con questo primo articolo del mio blog dedicato allo shabby chic .
Se vi dicessi che lo Shabby chic non è la stessa cosa che dire in stile shabby chic cosa pensereste?

Il termine shabby chic è un brand creato dalla designer americana Rachel Aswell che nel 1989 ha fatto di questo stile una vera e propria scuola di pensiero.
Shabby significa logoro, rovinato, mentre chic significa raffinato, tradotto per intero intendiamo tutto ciò che è visibilmente vissuto ma allo stesso tempo romantico e raffinato.

Non ci sono regole per stabilire cosa sia shabby chic e cosa non lo è, ma è certo che l’oggetto in questione debba essere antico, logoro e trasandato. Da ciò si deduce che i colori accesi e vivaci come il rosso, l’arancione e il giallo non possono essere inclusi nello stile, che predilige a sua volta dei colori tenui con nuance che vanno dal bianco al grigio o comunque toni chiari di colori pastello che creano atmosfere romantiche.
3Per essere chiari, la poltrona o anche la credenza delle nostre nonne magari acquistate negli Anni Venti e ora logore di un vissuto visibile, insomma ricche di storia, possono avere una seconda vita con una sapiente cura delle stoffe e dei legni ed una leggera patinatura con il bianco che non ne nasconda la storia… ecco che abbiamo ottenuto un oggetto shabby chic!
Lo stile shabby chic invece è ricreare un’ambientazione con oggetti nuovi che abbiano una finitura in “finto usurato” ed abbinarlo ad accessori che diano la sensazione di antico.
Cari lettori, per lavoro ho visitato molte abitazioni in cui i proprietari decantavano arredi shabby chic, che erano carichi di accessori come ad esempio merletti cuciti su ogni accessorio. Arredi pieni di oggetti decupati che riempivano e sovraccaricavano l’ambiente quasi a soffocarlo e ne ho dedotto che è necessario e doveroso chiarire e ribadire che il vero shabby chic ha un elemento distintivo che lo rende davvero speciale, lovely come dicono gli inglesi …

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Lo shabby chic si nutre della bellezza fanè degli oggetti antichi, della loro storia visibile e affascinante, vive del sapiente lavoro di restauro e dell’ accostamento di pochi, anzi, pochissimi accessori che ne mettano in risalto le doti, la storia, la bellezza senza fronzoli!
Si, amici, è quest’amore ed attenzione che regalano allo sguardo attento quell’atmosfera romantica sognante e raffinata che tocca le corde dell’anima.

Monica Lionetti

Ambiente moderno: un’idea da copiare…

Creare un ambiente moderno equivale a raffinare gli stili scegliendo il minimal chic con colori a contrasto. Il bianco ed il nero alterati a forme geometriche come i rombi e i trapezi, così materiali come il plexiglas o il metallo, unito al vetro sono gli opposti che per eccellenza si attraggono. Ad essi, abbinerei un arredamento perfettamente arredato nei minimi particolari ed in questo caso le tinte forti come il fuxia rendono al meglio la mia idea di modernità.

 

Nessun posto è bello come casa mia.
(Noel Langley, Il Mago di Oz)

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